Amuleti Protettivi

Krueang Rang

I tailandesi hanno creduto nelle arti magiche sin dai tempi antichi. Poche altre persone possono essere confrontate ai tailandesi a tal riguardo. In tutto il paese in gruppi e circoli, la gente crede ancora in queste arti dal profondo del cuore. Lo studio e la pratica di boxe tailandese (Muay Thai), da una ben nota reputazione per quel che concerne i poteri magici, che sono stati studiati da molti. L'insegnante di boxe tailandese (Muay Thai) istruisce il combattente in maniera completa in formule magiche e incantesimi e quando il combattente sta entrando sul ring gli dà amuleti protettivi per assicurarsi che egli mantenga la sua forza, la capacità di recupero e la determinazione. Quest'uso è illustrato da antichi disegni di guerrieri tailandesi che indossano in battaglia camicie con lettere e simboli magici, o fasce con disegni magici e numeri, come pure tatuaggi su tutto il corpo - ciascuno dei quali dava miracolosi poteri protettivi durante la battaglia. Gli amuleti protettivi che verranno descritti, sono quelli utilizzati ancora oggi.

Mongkon

O fascia per la testa. Nessuno dei poteri delle arti magiche ha un effetto sulla parte più alta del corpo, la testa, così gli esperti dell'arte di Muay Thai inventarono il "mongkon". Il "mongkon" consiste di una stretta striscia di stoffa contenente lettere magiche e simboli che viene arrotolata strettamente in modo da assomigliare a una corda grande quanto un dito, e quindi legata con filo da cucito o con il filo sacro e protettivo "sai sin". Poi, viene avvolto con un secondo nastro di stoffa che sia stato benedetto dal maestro delle arti magiche. Infine viene intrecciato intorno a una spirale e le estremità legate insieme in modo da formare una coda che, quando il "mongkon" viene posto sulla testa del pugile, sporge dal retro della testa. Il "mongkon" viene indossato durante i rituali di "wai kruu" prima del combattimento, o quando ci si inchina dinanzi al maestro mentre il pugile compie il "ram muay" o danza della boxe. Dopo il completamento del "ram muay", esso viene rimosso prima che il primo round cominci. In alcuni località il "mongkon" può essere fatto di strisce di filo sacro che si intrecciano in una corda larga poco più di un pollice e lunga abbastanza da essere formata in una spirale ovale che si adatterà sulla testa del pugile. La corda verrà assicurata avvolgendola con un pezzo di stoffa contenente disegni e numeri magici. Le estremità di questo "mongkon" sporgono dal retro della testa del pugile come lo stoppino di una candela.

Uno dei tipi sopra descritti, o in alcuni casi soltanto una spirale di filo comune, il "mongkon" è un amuleto protettivo che si crede dia auspici positivi alla lotta e protezione al combattente contro vari pericoli. Il suo uso è favorito da lottatori di ogni regione del paese ed è degno di nota che in tempi antichi se si desiderava sapere da quale regione un combattente venisse, si doveva soltanto osservare il "ram muay" del combattente nel rendere omaggio all’insegnante e il "mongkon" che egli stava indossando.

Al momento, tuttavia, la stretta osservanza delle regole riguardanti il "mongkon" è diventata confusa al punto che le caratteristiche distintive di ciascuna regione o località non sono più riconoscibili.

 

Praciat

O fasce per le braccia. Il "praciat" è un altro amuleto protettivo. Esso viene indossato intorno a uno o ad entrambi i bicipiti durante la lotta, e consiste di un pezzo di stoffa bianca, sottile di alta qualità chiamata "pha salu". Talvolta è rossa, tuttavia ciò dipende dalle preferenze dell'insegnante di boxe o dalle specificazioni del suo stesso incantesimo protettivo. In generale il "praciat"' contiene numeri o simboli chiamati "maha amnart" o "chatri mahayanta" infusi con poteri magici da un maestro di arti magiche. La scrittura di questi numeri o simboli sul "praciat" è accompagnata da una cerimonia in cui vengono recitate formule magiche e incantesimi. Vecchi disegni mostrano che in passato i guerrieri tailandesi indossavano spesso il "praciat" intorno alle braccia o alla testa quando andavano in battaglia affinché potesse proteggerli misteriosamente e respingere i pericoli. Allora vi era dietro un pezzo di stoffa contenente lettere magiche e disegni avvolti in una spirale e indossato intorno o sulla testa in combattimento. Ci sono ancora altre credenze di carattere magico riguardanti per esempio il ring di combattimento. Nei tempi passati, quando la boxe televisiva dagli stadi permanenti in città fece il suo debutto, l'attrezzatura fu collocata in un'arena durante il giorno. Una storia racconta che quel giorno l'annunciatrice di un particolare programma fece in qualche modo la cronaca al bordo del ring. Accadde così che per curiosità o per qualche ragione inspiegabile, essa riuscisse a oltrepassare le corde e ad aggirarsi controllando il ring. Avvenne che il programma di boxe quella sera finì prima del solito dal momento che ogni round finì in un knockout poiché i pugili presentavano ferite. Questa storia ebbe grande diffusione, il risultato ne fu che da allora non fu consentito ad una donna di oltrepassare le corde. In conclusione, dovrebbe essere fatta menzione di Lui Dejasakda, un pugile Muay Thai così strettamente osservante delle arti magiche collegate alla boxe tailandese che divenne noto come "mor phi" (dottor stregone). Molte altre credenze nei poteri magici e negli incantesimi protettivi, come il tatuaggio e altro, potrebbero essere descritte, ma per la maggior parte oggi sono tutt'altro che scomparse.